Lori Lightfoot, la nuova sindaca di Chicago

Queste sono le notizie in primo piano che compaiono dalla ricerca “Lori Lightfoot”, la nuova sindaca di Chicago. Lo screenshot allegato dimostra chiaramente che tutti i giornali hanno deciso di impostare i titoli dei rispettivi articoli evidenziando le tre caratteristiche principali: DONNA, DI COLORE E GAY.
Se fosse stato eletto un uomo, bianco ed eterosessuale, probabilmente non avrebbe fatto così scalpore e il titolo sarebbe stato semplicemente: “eletto nuovo sindaco di Chicago”.

Molti penseranno che questa elezione rappresenti un passo avanti per la nostra umanità, a me sembra ancora di restare fermi al punto di partenza. Questo perché in un mondo nel quale bisogna ancora specificare il genere, l’orientamento sessuale e il colore della palle, non c’è nulla di civilizzato. In una società che vive pensando che sia “una novità” avere una donna, lesbica e di colore in grado di vestire i panni solitamente indossati da un uomo bianco ed eterosessuale, la civiltà non esiste o forse è ancora troppo lontana.

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Lettere d’amore

Parlavo con mio cugino (di 10 anni) dei primi amori alle elementari, le prime cotte ingenue. Gli ho raccontato che ai “miei tempi” si usava scrivere su un foglietto di carta :”TI VUOI METTERE CON ME?” e lasciare sotto i quadratini (come nei test a risposta multipla) con scritto SI o NO. Il destinatario della proposta doveva soltanto mettere una crocetta sulla risposta. Così nascevano i primi amori. Mio cugino mi ha detto che sono vecchio. Ho quasi 23 anni ma probabilmente la mia è l’ultima generazione che ha conosciuto le lettere d’amore. Io ne ho scritte molte e ancora oggi lo faccio. Instagram e internet sono una vera e propria rivoluzione per la vita di tutti i giorni ma il fascino della penna che sporca il foglio, non ha paragoni. I messaggi li sento freddi, apatici. La scrittura della propria amata impressa nella carta mi fa sentire il calore del contatto.

Questa è la follia

Essere folli è la più sana forma di normalità. Ci rende vivi, sensibili e curiosi.

Essere folli è il coraggio invincibile di un adolescente, l’animo sognatore di un bambino con l’aspettativa di un adulto.

Follia è vivere di emozioni senza paura di poterle provare, è gettarsi negli occhi di altri senza proteggersi con un “non posso”.

Follia è volere, anche quando non si può.

Non rinuncerei alle mie notti insonne, al mio passato tormentato e al mio animo irrequieto.

Non rinuncerei mai alla mia follia.

-AndrosXapa

Mi piace andare al cinema con te,

anche quando i film sono orribili.

Mi piace perchè siamo vicini,

in silenzio,

mentre lì fuori c’è il delirio.

Mi piace perchè, nel buio,

le nostre mani

si cercano,

silenziosamente si incrociano.

Mi piace andare al cinema con te

perchè le nostre mani fanno l’amore,

noi non possiamo

e riusciamo a guardare un film

dall’inizio alla fine.

AndrosXapa

Lettera 2

Ciao,

sei qui tra le mie braccia, mi vedi ma non sai ancora chi sono, non sai ancora nulla di ciò che hai intorno.

Io invece ti guardo, sei così piccola e fragile, stringi il mio dito ma non sai che sarò io a tenerti la mano, per tutta la vita.

Tu sorridi, hai il sorriso di chi non conosce la tristezza, io la conosco ma ti guardo sorridere e la dimentico.

Un giorno ti vedrò muovere i primi passi, dire le tue prime parole, il tempo volerà tra le tue nuove esperienze e i miei vecchi ricordi. Ti regalerò un modo più dolce per affrontare quello che ora non sai e un giorno lascerò la presa e ti guarderò mentre percorrerai la tua strada, ma sappi che quando vorrai, basterà tendere la mano, troverai la mia pronta a rialzarti.

8 dicembre 2018

Mi distacco un momento dalla poesia e dai racconti per parlare di ciò che è successo l’8 dicembre 2018 a Corinaldo, durante una serata in discoteca, in attesa del concerto del trapper Sfera Ebbasta.

Premetto che non ho nessuna intenzione di incolpare qualcosa o qualcuno o approfittare di una tragedia per avere qualche click (ci hanno già pensato gli sciacalli del web).

Vorrei soffermarmi su alcuni commenti che ho letto personalmente. Commenti sotto post di giornali e pagine online.

Avevo deciso, in un primo momento, di allegare a questo “articolo” gli screenshot di tali commenti ma dopo ho scelto di non dare ulteriore visibilità a chi, nascosto dietro ad uno schermo, da voce alla propria inumanità.

  • “La cosa peggiore è morire ad un concerto di Sfera Ebbasta, capisco i Pink Floyd sarebbe stato meglio”.
  • “Questo è quello che si meritano questi cretini che vanno a vedere quattro drogati”.
  • “I genitori che mandano i loro figli a concerti di questi idioti dovrebbero morire con i figli”.

Questi citati sopra sono solo una piccola parte e penso che possano descrivere come l’ignoranza e la crudeltà umana riescano a far chiudere gli occhi e azionare le mani sulla tastiera.

Nella nostra società esiste l’idea che il valore della vita sia determinato da altri fattori, in questo caso il genere musicale preferito e che ci sua un motivo che oltrepassi quello dell’essere persone. Il genere, la religione, il colore della pelle, la sessualità e (come in questo caso) il gusto musicale, diventano elementi più importanti della vita stessa.

La vita di chi ascolta trap vale di meno di chi ascolta rock?

Internet nelle mani dell’ignoranza sta diventando territorio di guerra gestito da soldati armati di tastiera con uno scudo a forma di F bianca e blu.

Friedrich Nietzsche diceva: “Senza musica la vita sarebbe un errore”.

Aggiungerei che la vita altrui non deve diventare un errore quando la musica che si ascolta non è di nostro gradimento.

 

AndrosXapa

La pioggia batte sul vetro

ed io inseguivo quel suono

strimpellando la chitarra.

Lei era rannicchiata davanti alla finestra,

lo sguardo era fisso sul vetro

e tra le mani stringeva una tazza di thè caldo.

Amava la pioggia, amava me.

Io e la pioggia suonavamo insieme per lei.

 

Poso la chitarra sul letto,

mi avvicino a lei senza distrarla,

provavo a leggere i suoi pensieri

non per invadenza

ma perchè amo la sua mente.

Mi metto vicino,

senza interromperla.

Continuo a guardarla,

era musica per i miei occhi.

Accendo una sigaretta, lei posa la tazza

mi guarda e sorride.

Non ci diciamo nulla,

mi lascia entrare nella sua mente.

Non abbiamo bisogno di parole,

solo di sguardi.

“Dovresti smettere di fumare”.

Io non le rispondo

continuavo a guardarla

e pensavo che quella frase

fosse il “ti amo” più vero

che abbia mai sentito prima.

 

AndrosXapa